A volte mi chiedo se sono innamorato o solo convinto di volerlo essere.
Ci sono momenti che trovo tutto ció inutile...
Ci sono momenti che forse non vorrei provare questo sentimento, essendo per me troppo, troppo difficile da affrontare...
Soprattutto se a colui che è dedicato risulta quasi impossibile riconoscerne il valore, o dimostrarmi che apprezza.
Cosa devo pensare di chi fa 500km per vedermi, ma che non dice nemmeno che ogni tanto mi pensa?
Come mi relaziono con chi mi tiene accanto ma che sembra che lo faccia per fare a me un favore?
Perchè non capisce che nessuno puó dargli il meglio al di fuori di me?
Perchè pensa ancora al suo ex, che ogni giorno prova un gusto innato nel distruggergli la vita, ricomparendo, importunando, assillando?
Io sono meglio di quel malato di mente. Eppure credo che se lo fossi anch'io, completamente folle, forse avrei più attenzioni.
Non mi va di elemosinare affetto ed attenzioni.
Non mi va che lui non voglia me.
È più stupido lui che non vede quanto io possa dargli, o io che ancora sto ad offrirglielo?
La risposta è ovvia: io, sempre e solo inesorabilmente io.
