venerdì 20 ottobre 2017

DIGNITÀ

La cosa più importante che mio padre mi ha insegnato, a parte farmi capire che cosa vuol dire “amare”, è che la parola data la si rispetta sempre e comunque. 
Anche a costo di rimetterci, come più volte è successo a lui prima di andarsene.
E sapete perché? 
Perché si tratta di DIGNITÀ.
La stessa DIGNITÀ che mi ha dato la forza di contestare con un avvocato un comportamento ingiusto che ho subito.
La stessa DIGNITÀ che mi ha fatto andare a testa alta di fronte alla persona che lo ha fatto.
La stessa DIGNITÀ che mi ha detto di limitarmi nel pretendere quello che mi sembrava giusto in base alla mia etica, nonostante il fatto che se fossi andato più avanti, avrei ottenuto il triplo con probabilità quasi certe. 
La stessa DIGNITÀ, che probabilmente (ipotesi personale) manca a questa persona, dato che non ha avuto le palle di venire ad incontrarmi e guardarmi in faccia in presenza degli avvocati.
Io grazie alla DIGNITÀ, posso raccontare la verità e camminare orgoglioso.
Grazie alla DIGNITÀ, posso “eliminare” (in senso figurato...specifico, visto il livello di certe menti eccelse...) con estrema gioia dalla mia vita coloro che hanno preferito trattarmi non correttamente piuttosto che rispettare la parola data, e coloro che hanno preferito dar retta a questi ultimi, senza più considerarmi.
Avevo ragione io. 
Perché documenti firmati e depositati da avvocati lo dimostrano.
Perché io conosco la parola DIGNITÀ.

Ed ora usa questa per i bruciori di culo, ignobile merda.




lunedì 2 ottobre 2017

Madri vittime di se stesse...

Ieri il mio migliore amico mi parlava di quanto fosse faticoso ed emotivamente difficile prendersi cura si una madre che a stento si ricorda che giorno della settimana è.
In realtà non mi ha esposto il suo dolore o fatica, ma se conosci una persona da tanto, e sai come si relaziona alle cose, capisci oltre quello che ti viene detto e mostrato...

Io di mio, ho una madre che a fatica si ricorda di comportarsi a tale.
O meglio, mi ritrovo di fronte a tutte le sue negative pessimistiche lamentele, che ripensandoci ci sono sempre state, ma venivano compensate sulla bilancia del matrimonio essendo contrapposte con il fare positivo e "leggero" di mio padre.
Ora mio padre non c'è più, tredici giorni fa è stato un anno senza di lui.
A distanza di tutto questo pochissimo ma apparentemente lunghissimo tempo, la cosa peggiore a cui si deve far fronte, non sembra essere la mancanza, quella ormai non la contesti nemmeno, perchè ti rendi conto da subito che questo sentimento sarà presente finchè avrai aria nei polmoni, ma sembra essere la continua ansia che mi prende quasi ogni volta che parlo con mia madre.

Una donna di 68 anni non può (e immagino non deve) scordare nemmeno per un minuto i 50 anni insieme all'unico amore della sua vita...
Ma che vita? Ad ora emerge una vita costellata di pessimistiche previsioni e nefaste visioni future, una incarnazione di Cassandra sotto il segno zodiacale del cancro, roba da far crollare inesorabile lo stesso tempio di Apollo sull'acropoli di Atene.
Prima con papà c'era equilibrio, c'era un bilanciamento, spesso una positività quasi distorta ed eccessiva, vista poi la sua mai curata frustrazione nel non poter motivare tale positività, ma c'era un motore emotivo che trainava a galla, seppur constatando che a conti fatti non ci siamo mai arrivati (economicamente parlando).
Lui era il nostro motore contrapposto alla smisurata forza dell'arresa.

Ora che ci rifletto, arrivo a conclusioni che farebbero sfregare le mani ad uno psichiatra, perchè penso che la cosa che al momento mi manca di più del mio ineguagliabile papà, possa essere il fatto che mi faceva da scudo umano contro i pessimistici raggi gamma lanciati a random da mia madre;
Né io né mia sorella ci siamo mai fermati veramente a capire quanto fosse importante lui per lei.
Lei probabilmente sapeva alla sua morte, che tale perdita avrebbe reso tutto il suo ansioso pessimismo un fiume in piena, travolgendo non persone ininfluenti della sua vita, ovviamente, ma noi.
Non lo fa con cattiveria o con lucidità. Non l'ho mai pensato e mai lo penserò.

Ma mia sorella questo mood non lo tollera, lo denuncia, gli urla contro; creando un circolo vizioso che ricade su di me...
Io cerco di arginarlo.
Con le mani, con le parole, ignorando che dal momento in cui arriva è già troppo tardi.
Come fermi un'onda con il corpo?
Non si può e quindi la subisco...e come un tonto cerco di arginare qualcosa che ahimè non può, e sicuramente non vuole essere arginato.

Parlarne con l'interessata non serve: "non potete capire cosa si prova".
Ed ha ragione.
Parlarne con altri è frustrante: "non possono capire cosa si prova". Non ci sono dentro, non sanno le dinamiche tue e quelle di coloro di cui parli, non ci hanno vissuto, parlano per il loro trascorso, non il tuo. 
Ed hanno ragione.
Quindi nulla. Tutto sta lì, tutto si ripete, sperando che le grigie giornate d'inverno non amplifichino eccessivamente il tutto...

mercoledì 20 settembre 2017

Questi sono gli stessi che vanno in giro a dire che i "PRIDE" sono una carnevalata. Peccato che ai PRIDE si chieda uguaglianza e diritti civili, NON di governare un paese.
E soprattutto ai PRIDE non si sono mai rubati 49 milioni di euro ai contribuenti. "Legaioli", invece della faccia verde, la dipingerei color buco del c***, visto che è quella che vi rende merito.




sabato 9 settembre 2017

Buon appetito ciao!


Stazione ferroviaria di Milano lambrate: su 15 persone, io ed una signora anziana siamo gli unici visibilmente caucasici ad aspettare il bus.
Arriva il mezzo...prima di salire la signora mi guarda con molta stizza, un mezzo sorriso sarcastico e con una voce simile a quella di Tata Lucia mi fa:
"Siamo in italia o cosa?".
Silenzio per un secondo per lei interminabile, continuo a guardarla e dico concitato:
"shahiat jayida marhabaan!!!" 
("Buon appetito ciao" in arabo)
Potrei dare 5 anni di vita, per avere sul comodino la foto della sua espressione prima che le ridessi in faccia, con l'intento di rassicurarla. (Che poi la stavo prendendo per il cul@ ma facciamole credere altro, va bene così)

domenica 6 agosto 2017

Omicidio a sfondo etero

Se un giorno verrete barbaramente massacrati, sarete chiamati dai giornali con nome e cognome SOLO se siete maschi bianchi eterosessuali, se no sarete: 
il trans ucciso, il gay ucciso, l'anziana uccisa, il profugo ucciso, la ballerina uccisa, lo zingaro ucciso, la prostituta uccisa, l'immigrato clandestino ucciso, l'adolescente uccisa, il travestito ucciso, il nero ucciso, la donna uccisa, l'ebreo ucciso, la musulmana uccisa, il malato di hiv ucciso, il barbone ucciso, la lesbica uccisa ecc.

Avete mai letto "L'ETERO UCCISO"?

Il vostro nome, non vi rappresenterà. Sarete solo una categorizzazione perpetrata da terzi, che siano giornali, pettegoli o sciacalli. Sarete classificati in base una retrograda classificazione.



Si chiamava
VINCENZO RUGGERO.
Forza ripetere insieme a me:
VINCENZO RUGGERO,
VINCENZO RUGGERO,
VINCENZO RUGGERO,
VINCENZO RUGGERO...



venerdì 28 luglio 2017

What's new?

Le novità dal 2014?
Ce ne sono...ce ne sono eccome.
Lavori nuovi, poi dovuti lasciare non per mio volere, anzi, ma a causa della disonestà di chi credevi amico.
Una perdita così grande che non avrei mai immaginato nella vita; paragonabile solo alla mancanza improvvisa del cuore.
Un fidanzato, anzi no, un compagno di vita che proprio perché è decisamente molto diverso da me, non può che andare bene.

Ho intenzione di fare causa, di ripulire una persona disonesta che ha approfittato della mia buona fede per farsi i propri interessi e risparmiare poche migliaia di euro.
E ora di vietare a CHIUNQUE di pensare di potermi trattare da idiota...è vero se succede è colpa mia, se le persone credono di poterti trattare da deficiente è solo perché tu lo fai credere loro.
Questa oscena persona mi ha visto piangere, ridere, soffrire, abbracciare i suoi progetti ed ideali, quindi non abbracciarne altri proposti e per questo avere problemi economici.
Persona oscena, disonesta, schifosa.
Avrà presto ciò che merita, e ho assi nella manica che nemmeno immagina. Questa sensazione di potenza rispetto ad una personcina misera (è vero), ma che ti ha deliberatamente, umanamente e legalmente fatto del male, è quasi appagante.

La sera del 19 settembre 2016 in 15 minuti, ho perso il faro affettivo della mia vita, la più grande fonte di conforto e supporto emotivo che io potrò mai trovare in tutto l'intero cosmo.
Papà accusando un malore alla schiena si è accasciato sul letto ed ha smesso di respirare. Ci penso, ci provo, ci soffro, ci piango e respiro a fatica.
Non riesco nemmeno a scrivere. Quindi mi fermo. Non credo che essere drammatico possa servire...al momento però, perché in realtà lo credo, ma non ora almeno: voglio ancora trattenermi.
Quindi penserò al fatto che almeno avevo una persona speciale che mi teneva la mano durante quel momento spaventoso.

Dal 13 marzo del 2015 è entrato nella mia vita un balordo...un topo balordo.
E alto e grande, tutto può sembrare tranne che un topo, ma non so, ho iniziato a chiamarlo così; gli stava teneramente bene, forse perché son più le volte che sgranocchia e dorme che quelle in cui è sveglio e pimpante, ma nonostante questa premessa che possa sembrare di dubbia positività, è un'ottima persona: egocentrico come un pavone, con il clacson troppo facile (minchia che fastidio), una sensibilità meno palese della mia, un ordine casalingo quasi non pervenuto, un lato psicopatico che manifesta senza vergogna mentre gioca a "grand thief auto V" e un limitato bisogno di lunghi baci appassionati, ma nonostante queste cose, credo sia quello giusto...e ditemi niente 💗

Ovviamente c'è tanto altro successo in questi anni, ma non mi va di raccontarlo, perchè la sovraesposizione non fa bene alle star del web. 😁

Fotograficando...

La vita è una foto... Se è bella è anche meglio.

martedì 30 maggio 2017

ENERGIA

Questo fanno i cantanti: danno energia, emozioni, lacrime e amore...
Anche quando non ci saranno più le persone che ammiro musicalmente, esse saranno parte fondamentale della mia esistenza. Saranno parte integrante di ciò che sono diventato.