La cosa più importante che mio padre mi ha insegnato, a parte farmi capire che cosa vuol dire “amare”, è che la parola data la si rispetta sempre e comunque.
Anche a costo di rimetterci, come più volte è successo a lui prima di andarsene.
E sapete perché?
Perché si tratta di DIGNITÀ.
La stessa DIGNITÀ che mi ha dato la forza di contestare con un avvocato un comportamento ingiusto che ho subito.
La stessa DIGNITÀ che mi ha fatto andare a testa alta di fronte alla persona che lo ha fatto.
La stessa DIGNITÀ che mi ha detto di limitarmi nel pretendere quello che mi sembrava giusto in base alla mia etica, nonostante il fatto che se fossi andato più avanti, avrei ottenuto il triplo con probabilità quasi certe.
La stessa DIGNITÀ, che probabilmente (ipotesi personale) manca a questa persona, dato che non ha avuto le palle di venire ad incontrarmi e guardarmi in faccia in presenza degli avvocati.
Io grazie alla DIGNITÀ, posso raccontare la verità e camminare orgoglioso.
Grazie alla DIGNITÀ, posso “eliminare” (in senso figurato...specifico, visto il livello di certe menti eccelse...) con estrema gioia dalla mia vita coloro che hanno preferito trattarmi non correttamente piuttosto che rispettare la parola data, e coloro che hanno preferito dar retta a questi ultimi, senza più considerarmi.
Avevo ragione io.
Perché documenti firmati e depositati da avvocati lo dimostrano.
Perché io conosco la parola DIGNITÀ.
Ed ora usa questa per i bruciori di culo, ignobile merda.
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