Io non capisco perché non si riesca a porre fine ad una dipendenza se sai che ti fa male.
Una sostanza,un cibo, una persona...
Quante volte cose che ci fanno male o intossicano sono le più difficili da eliminare?
Ma soprattutto a livello razionale.
Una sostanza crea dipendenza chimica, quindi posso immaginare che le elaborate funzioni del corpo possano essere inquinate ed assuefatte da certe sostanze, finendo per stravolgere il sano funzionamento dell'organismo...
Ma una persona?
Sai che ti fa male, sai che non ti darà mai ciò che vuoi, sai che non potrà renderti felice o appagato eppure resta lì tra noi e la nostra vita... attaccato, e iniettando nel nostro cervello la dipendenza che ci impedisce di andare oltre e salvarci.
Impedendoci di andare oltre, mentre noi lo incitiamo a restare nei nostri pensieri, nei nostri cuori, nella nostra vita.
Ci illudiamo che tutto possa essere normale,che possiamo essere amici con quasta persona, che non siamo malati, che il pensiero di questa persona è gestibile...Ma soprattutto ci illudiamo che le cose, tenendo un contatto, possano prima o poi cambiare e girare per come noi le vogliamo.
E di tutto ciò la cosa più terribile è che siamo NOI a volerle lasciare come sono.
Senza questa persona ci danniamo e disperiamo per la mancanza, appena arriva un segnale, un qualsiasi contatto crediamo di aver fatto uno step in più verso di loro, invece ne abbiamo fatto uno in meno verso la nostra salvezza.
Perché ci facciamo questo? Perché continuare ad illuderci e non tagliare questo cordone ombelicale con una persona che o non ci vuole o non potremmo mai avere?
Perché non ci rendiamo conto che non siamo innamorati della persona ma della morbosità di essa... ed innamorati solo dell'impossibilità di avere questa persona, innamorati di ciò che ci è precluso in partenza?
Vorrei avere la medicina per questo cancro che infesta la vita di tante persone che conosco, per poterle rendere libere dai loro "carcerieri figurati".
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